Risorgimento e Resistenza
La biografia dei padri dell’unità e quella ancor più prossima della rinascita alla libertà – Risorgimento e Resistenza – disegna la duplice dimensione del pensiero e dell’azione, della democrazia e della Costituzione, nel contesto della fase storica in cui maturano le condizioni dell’agire: Risorgimento e Resistenza.

Non potendo istruire un’enciclopedia che sviluppi più padri possibili, mi pare sufficientemente giustificata la scelta di alcuni protagonisti, quali Cavour e Mazzini, Gramsci e Croce, Sturzo e Spinelli. Con l’ambizione di strappare questi padri dalla memoria elitaria e offrirli alla memoria comune.
Per questo seminario, ho pensato di riferirmi, per la sua cultura storica, analitica e filosofica, all’illustre giornalista, Paolo Mieli: figura di profonda, rigorosa sensibilità, personalità che potrebbe guidarci nel recuperare il profilo delle stagioni delineate.
Ho cercato di far seguire, in maniera armonica, l’itinerario con cui l’esistenza si fa soggetto a partire dai padri di cui gode l’eredità, per affrontare nel tempo l’evolversi del pensiero in tutta l’ampiezza delle sue manifestazioni e per interrogarci sul post-moderno che assume l’imperium, il dominio, dello spazio e del tempo: co-presenti in tutti i punti del pianeta e disponibili alla rivelazione dello spazio cosmico.
Pietro Barcellona, nel suo breve scritto – edito da Città aperta – “L’epoca del post-umano”, parla di questo tempo, che noi chiamiamo post-moderno, come di un tempo post-umano. L’egemonia della scienza e della tecnica traduce l’indefinito, al di là del conosciuto c’è sempre il conoscibile, in infinito: l’uomo della tradizione – della cultura greco-latina, ebraico-cristiana, dell’umanesimo, del rinascimento, dell’illuminismo – è spodestato della sua eredità: è orfano.
È quanto ho ricordato sopra di me stesso: “mi trovo condannato nel passato, confortato soltanto dalla memoria”; affascinato dalla potenza della ricerca e dai mezzi che essa mi offre: vestito di tutte le disponibilità che la scienza e la tecnica mi propongono ma col timore di aver smarrito l’essere che sono: l’io.
Questo timore fa nascere sempre gli stessi interrogativi: l’ecumenismo della scienza e della tecnica sarà fondamento decisivo dell’unità della famiglia umana? O ci saranno resti, conservatori e custodi della tradizione? Ci sarà qualche Falaschi che si fa missionario della scienza e dell’umanesimo?
Gianni Fontana






