Mediterraneo - Italia - Europa

Il quinto seminario, “Mediterraneo-Italia-Europa”. L’attualità del Continente Nero, è l’esplosione di una speranza di libertà dalle dittature che hanno dominato, per lungo tempo, e che avrebbero ancora prolungato il dominio se non ci fosse stata la mobilitazione delle giovani generazioni.

L’Italia è una terrazza sul Mediterraneo, su un bacino storico di alte tradizioni, di culture coltivate da chi ama ammirare i resti di grandi civiltà, di chi insegna, per vocazione o per consociazione con il passato, per chi scava, con la pazienza degli esploratori, le tracce della provenienza, il percorso, le opere, le immagini, le scritture, i simboli: tutti messaggi consegnati all’umanità, meravigliose testimonianze da cui deriviamo.

Il continente Nero che si affaccia sul Mediterraneo è entrato nel vortice della rivoluzione. Il potere, forte, solenne invincibile, è terremotato da una forza opposta: il vento della libertà di una partita che sembrava improponibile.

Il 48% dei libici sono giovani, il 61% in Egitto, il 74% nello Yemen. L’opinione che mi sono fatta è quella di una realtà generazionale né integralista, né suggestionata da personaggi carismatici, né incrinata, malgrado i frequenti attentati, da dinamitardi col sogno di organizzare il mondo libero sotto l’insegna di una nuova tirannide. Speriamo che questo prezzo di sangue, di fuga, di morti, che fanno del Mediterraneo un cimitero senza alcun atto di pietà, si concluda con una concreta risposta alla domanda di democrazia. Domanda che si è elevata come appello al mondo libero per impegnarlo a condividerne il complesso cammino di un rinascimento non mai sperimentato, non mai iniziato e sperato: le democrazie del benessere mai hanno imparato a farsi carico del mondo senza libertà.

Ho due richiami della memoria, stimolata dagli avvenimenti di cui ho parlato. Siamo al tempo in cui, in Firenze, l’allora sindaco Giorgio La Pira aveva dato seguito ad un sogno, concretizzandolo con i convegni: “I dialoghi del Mediterraneo”.

Egli poneva al centro il dialogo tra le antiche civiltà che si affacciano sullo stesso panorama: come si trattasse del lago di Tiberiade. Ho scritto, spero di dar luogo alla pubblicazione, alcune pagine su questo progetto lapiriano.

L’altro stimolo è suggerito dall’allora presidente della Commissione Europea, Romano Prodi che prospettò di istituire la “Banca del Mediterraneo”. Tra i grandi compiti – sviluppare infrastrutture, richiamare capitali anche al di fuori del mediterraneo – creare sedi universitarie collegate tra Nord e Sud con uguale numero di studenti e docenti delle due sponde e con l’obbligo, da parte degli studenti, di dividere il curriculum tra Nord e Sud. Mi ha negativamente impressionato la circostanza che: “anche la Fondazione Anna Lindh, legata alla biblioteca di Alessandria d’Egitto, destinata ad essere il punto di riferimento del dialogo politico, culturale tra i due Continenti, sia stata, inesorabilmente, lasciata languire”.

L’Europa è assente, forse prigioniera della pesante crisi economica e impegnata in altre faccende molto gravi che minacciano la sua costituzione unitaria, e non mi riferisco esclusivamente alla pesantissima crisi economico-finanziaria che ha colpito l’Irlanda, il Portogallo, la Grecia. Quale azione potrebbe svolgere l’Italia nella sede europea perché fosse l’Europa tutta insieme la condizione necessaria per affrontare il problema della primavera araba?

Se gli stati europei agiscono in maniera indipendente l’uno dall’altro, il fattore di interesse nazionale avrà la preminenza e le rivolte avranno un altro indirizzo perché potranno soffrire di un neo-colonialismo vestito di assistenza, amicizia e di slancio democratico: il Continente nero ha esaurito da tempo la sopportazione e l’inganno nella complicità con le dittature di ogni tempo.

Quando ho pensato alla responsabilità del mandato, al quale generosamente mi avete chiamato, ho vissuto in maniera riflessiva lo schema proposto. Ho accumulato una serie di interrogativi, cercando guide che mi aiutassero a dare argomentate risposte.

Mediterraneo – Italia – Europa si articolerà nel 2012 in tre convegni specialistici:

Convegno 1 – “Sulle sponde del Mediterraneo: quale politica agricola”.

A tale evento, che avrà luogo a Verona, in occasione della Fiera agricola del prossimo anno, prenderanno parte anche i Ministri dell‟agricoltura dei paesi prospicienti il Mediterraneo insieme a qualificate delegazioni di associazioni ed organismi di categoria.

 

Convegno 2 – “Sulle sponde del Mediterraneo: imparare a conoscerci”.

Tale iniziativa, che avrà luogo presso l‟Università di Verona prima dell‟inizio dell‟estate del presente anno, è finalizzata ad intensificare il dialogo e promuovere lo scambio culturale tra le università del Mediterraneo.

 

Convegno 3 – “Sulle sponde del Mediterraneo: le grandi religioni patrimonio di pace”.

Con questa iniziativa, che avrà luogo a Verona nel prossimo autunno, si intende concorrere all‟incremento della conoscenza ed al dialogo fra le tre grandi religioni monoteistiche.

 

Gianni Fontana